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Amici di Lourdes
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Non è la prima volta che vado a Lourdes ma è la prima volta che ci vado con mio marito Matteo, mia figlia Martina di nove mesi e il nostro secondo figlio che arriverà a Natale: ecco quindi perché questa volta è certamente più speciale.
In questo pellegrinaggio con gli Amici di Lourdes ho memorizzato molti nomi e ho conosciuto moltissime persone ma la cosa più bella è che mi sono sentita abbracciata da tutti, insieme alla mia famiglia. Partiti come pellegrini, siamo stati oggetto di affetto e condivisione da parte di tutti: ci siamo sentiti accolti, guardati con affetto, amati. Anche nel semplice ma grande gesto di coccolarci Martina al momento dei pasti per farci mangiare un boccone in santa pace! E questo è solo un piccolo esempio delle attenzioni che ci sono state riservate...
Io e Matteo eravamo partiti con due intenzioni: quella di chiedere alla Madonna la grazia per affrontare con fiducia le preoccupazioni educative che tutti giorni viviamo e vivremo come genitori e quella di ringraziarLa tanto per i moltissimi doni che la vita, in soli due anni di Matrimonio, ci ha dato.
E lei non ha ha esitato a risponderci e lo ha fatto tramite gli occhi dei compagni di pellegrinaggio che hanno guardato la nostra Martina con amore, stupore, ammirazione e simpatia. Occhi con cui, da questo pellegrinaggio in poi, anche noi genitori cercheremo di usare per guardare la nostra piccola ma impegnativa primogenita. Uno sguardo nuovo, uno sguardo di riconoscenza, uno sguardo attento, rivolto alle sue esigenze e non alla nostra stanchezza.
Ma non abbiamo ricevuto soltanto questo in questo quattro giorni...
Coinvolti fin da subito nella liturgia, io come lettrice durante la celebrazione della prima Santa Messa e mio marito come porta cantare durante la Processione Eucaristica, siamo stati così aiutati a vivere ancor più profondamente questa esperienza. Sperimentiamo la presenza di Dio nella nostra vita tutti i giorni ma situazioni come queste quasi te la fanno toccare!
Confesso che, di fronte alla Grotta, mi sono sentita un po' stupida per aver portato queste due semplici intenzioni perché so bene che a Lourdes la Madonna riceve suppliche ben più importanti. Ma grazie alle parole del padre spirituale del pellegrinaggio mi sono resa conto che ringraziare l'Onnipotente per le grandi cose che fa nella nostra vita è importante quanto chiedere. Riflettere così sulla preghiera del Magnificat è stata un'ulteriore scoperta di quanto Dio si sia piegato durante la storia verso l'umanità e di come continui a farlo.
Ricordo con grande lucidità ciascun momento di questi giorni ma ci tengo in particolare a condividerne con voi alcuni per la mia persona più significativi.
Senza dubbio l'aver festeggiato la mia prima festa della mamma assistendo alla celebrazione della Santa Messa davanti alla Grotta dedicata alla grande Mamma di tutti, con la vicinanza della mia famiglia che si sta ulteriormente ingrandendo, è stata un'emozione unica. Mi sono sentita da lei abbracciata e spronata a fare tutto il possibile (e non l'impossibile) come moglie e come madre, gustando sia le  gioie che le fatiche che queste due grandi vocazioni comportano.
Altro momento forte è stato il bagno alle piscine, tenendo in braccio la nostra piccola Martina che, non solo non ha pianto, ma ha addirittura salutato il quadro della Madonna in fondo alla vasca con la sua piccola manina. L'esperienza del bagno, con lo spogliarsi delle vesti, davvero ti prepara all'offrirti tutta alla Madonna. Lì siamo tutti uguali, spogliati di tutto il superfluo e delle tante parole che spesso abbondano sulla nostra bocca. Il silenzio e la nudità esaltano quell'incontro speciale con l'acqua che "lava, cura e trasforma".
Impossibile inoltre dimenticare la Via Crucis e alcune riflessioni del sacerdote, tra cui quella di paragonare Gesù Crocifisso a noi quando siamo "legati" alle nostre croci, corporali o spirituali che siano e che vincolano la nostra vita. Essere paragonati a Cristo...quale esperienza di fede! E più volte, sia durante la preparazione al pellegrinaggio che durante il pellegrinaggio stesso, siamo stati spronati dai sacerdoti che ci hanno accompagnato ad essere uomini di fede, per vivere accompagnati da quella speranza che contraddistingue i veri cristiani. Speranza che nella volontà di Dio ci sia sempre la nostra gioia piena.
Appositamente in questa riflessione non ho fatto nomi perché porto ciascuno di voi, che avete partecipato con me e la mia famiglia a questo pellegrinaggio, nel cuore senza alcuna distinzione, con lo stesso affetto, con la stessa grande voglia di incontrarci nuovamente.

Gisella con Matteo e Martina


" Non posso andare dove mi porta il cuore ma porto il cuore ovunque io vada "

Pellegrinaggio a Lourdes, 12-15 Maggio 2017
Quante emozioni in soli quattro giorni.
Quando la mia sezione della Croce Bianca mi ha chiesto se volessi andare con gli amici di Lourdes come volontaria non ho esitato un secondo e ho detto sì!
All'aeroporto ho conosciuto la persona di cui mi sarei dovuta prendere cura: Katia, una ragazza amorevole, che sa come farsi volere bene. Insieme a lei ed Elisabetta, una delle dame del gruppo, abbiamo formato davvero unbel trio, condividendo ogni singolo momento, sia di gioia sia di preghiera sia di fede.
Al santuario ho visto tante persone, giovani, anziani, adulti e persino bambini, che nonostante la sofferenza sisono spinti fin là per pregare la Madonna di Lourdes di accompagnarli nel proprio cammino. Nonostante leoggettive difficoltà, la devozione che ognuno di loro trasmette è enorme e sono sicura che la Madonna abbia accolto tutte le loro preghiere .
Durante questo viaggio ho voluto vivere e condividere insieme a Katia l'emozione del bagno nelle piscine di Lourdes: in questo rito si viene accompagnati dolcemente nell'acqua mentre si esprimono le proprie intenzioni di preghiera. È stato un momento impossibile da descrivere a parole, sono scoppiata in un pianto profondo, immersa nei miei pensieri. Quando il mio sguardo ha incontrato quello di Katia, ci siamo abbracciate e non c'è stato niente da dirsi. Siamo uscite da lì serene e il mio malessere era sparito.
Al termine di questa esperienza voglio ringraziare veramente tante persone: grazie di cuore ad Ave, Annarosa , Giuseppe e Fra Valentino; agli amici di Brescia che grazie alla loro generosità e simpatia ci hanno fatto trascorrere una bellissima serata; e poi ai miei inseparabili compagni Katia, Elisabetta, Alberto, Alessio,Massimo, Maria, Paolo e Giorgio, a loro il mio cuore si è legato da subito. Grazie di cuore infine all'associazione Amici di Lourdes e alla sezione della Croce Bianca di Carugate, senza le quali non avrei mai potuto vivere questa meravigliosa ed unica esperienza.
"Avrei spinto carrozzine fino allo sfinimento solo per vedere la loro felicità"
Lucilla.F

Spesso si dice che, in una qualsiasi esperienza, la prima volta sia la più bella. Eppure, sono convinto che la seconda sia la più importante. Perché è quella che ti aiuta a confermare. Trovi la conferma delle belle impressioni della prima volta. Ed è meraviglioso: ti senti nuovamente abbracciato dalle calde braccia di quella Mamma celeste che non attende altro che te. È pronta ad accoglierti, è felice di rivederti, come una madre che corre incontro al figlio, che magari studia o lavora tanto lontano da casa. Eppure lei resta lì, ogni giorno, a  guardare dalla finestra, nell’attesa del suo ritorno. Ecco come ci si sente a tornare a Lourdes. Ti senti nuovamente accolto. E quella Mamma, vedendoti tornare, è ancora più contenta della prima volta: è una Mamma che capisce che gli insegnamenti che ha voluto trasmettere ai suoi figli sono stati pienamente appresi. E se la prima volta mi ero lasciato andare nel suo caldo abbraccio, la seconda volta ho capito una cosa che a parole suona banale, ma una volta provato di persona ti fa sentire benissimo: la seconda volta sei come un figlio che, ora che ha appreso gli insegnamenti della sua Mamma, è pronto a diffonderli. Tornando a Lourdes senti l’energia necessaria a donare tu stesso quel fantastico abbraccio che avevi ricevuto, perché ora hai davvero la certezza che quell’abbraccio materno è un dono talmente bello che tenersi solo per se stessi sarebbe bruttissimo. È un dono talmente bello che deve essere sfoggiato. Ma l’unico modo per capire quanto questo regalo sia bello, è tornare a casa di quella amorevole Mamma.
Giorgio Fedeli

“ L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio salvatore”
Queste parole sono echeggiate continuamente in questi giorni.

Andare a Lourdes con gli “Amici di Lourdes” è una  grazia. Ringrazio il  Signore che
mi ha dato la  possibilità   di fare questo pellegrinaggio, organizzato nei minimi particolari.

Ho fatto un’esperienza unica. Mi sono trovata bene con loro. “Gli amici di Lourdes”  mi hanno accolta, accettata, riverita e direi anche coccolata. Mi chiedevano spesso : “ come stai? Hai dormito? Sei stanca? come va, sei contenta?” Naturalmente, penso che a tutti avrebbe fatto piacere questa accoglienza, ma ho capito che questo è lo stile degli “Amici di Lourdes.”Lode e gloria e te Signore per tanta bontà!!!
Ma non è solo questo, ci sono delle cose ancora molto importanti che desidero dire: “Sono rimasta edificata per la serenità dei disabili e dei malati, sempre col sorriso, contenti.
Per la dedizione dei volontari, molto disponibili, pronti ad intervenire a tutte le necessità, con ogni mezzo, e poi, anche tutte le persone che facevano parte del gruppo; in tutti si notava la presenza dello Spirito Santo e il desiderio di affidare a Maria le persone a loro care e tutte le necessità del mondo…
Insomma c’era un clima di grande amicizia, tanta spiritualità, tanta benevolenza e tenerezza, come dice Papa Francesco.

I primi giorni mi sono chiesto: “ perché la Madonna mi ha chiamata qui?” Volevo una risposta, dopo tanta preghiera ho capito che la “Bella Signora” voleva farmi vedere tutti questi belli esempi. Nella vita c’è sempre da imparare…
Si perchè anch’io, da quando ho lasciato i bambini, lavoro in una struttura in cui sono necessari atti di benevolenza e  di tenerezza, il loro esempio mi ha dato una spinta ad andare avanti sempre con coraggio e serenità.”Tutto quello che avete fatto al più piccolo dei miei fratelli l’avete fatto a me.”
Tutto questo ha contribuito a glorificare  Dio e onorare la Madonna.
Ringrazio ancora e auguro a tutti i partecipanti del gruppo di continuare così nella vita di ogni giorno.
Con affetto riconoscente.   
Suor Teresa           

Il pellegrinaggio a Lourdes è un bellissimo viaggio, un viaggio che si percorre dentro la propria anima.
L'emozione che provi arrivando al santuario di Lourdes vivendo il pellegrinaggio interamente condiviso con il gruppo "amici di Lourdes" è particolare, intenso, ti coinvolge nello spirito e lo risveglia dal torpore.
Ti prende dentro con trepidazione , ma anche con serenità. Vivi un viaggio speciale in mezzo a gente vera e piena di coraggio, tra una umanità sentita e vissuta che ti rende felice . Non mi riferisco solo alle centinaia di ammalati ma anche alle tante persone che apparentemente non hanno nessun problema o forse non l'hanno davvero, ma hanno bisogno di leggersi e guardarsi dentro, rompere la quotidianità e fermare un po' la corsa del tempo con una preghiera e pensare con un ampio respiro a loro stessi...a noi stessi.
A Lourdes il tempo è scandito dalle visite, le messe, le processioni, momenti di raccoglimento e di incontro.
Giri, giri e poi ritorni da lei, questa Madonnina di marmo, piccola e così carismatica che ti segue con lo sguardo sereno e familiare come una mamma.
Chi arriva per la prima volta pensa che la grotta vera sia da un'altra parte, ed invece Lei è lì, ti guarda e osserva dall'alto le migliaia di pellegrini che ogni giorno vanno a farle visita.
Vai a messa o segui la via crucis, ma poi ripassi da Lei... così piccola, così irresistibile, ti entra dentro nel profondo facendo mille giri per uscire dagli occhi come acqua di mare cristallina che sciacqua tutto e vedi il dopo più luminoso.
Ti emoziona essere ancora sotto il suo sguardo dolce e amorevole , quando ti allontani gli lasci un sorriso ed una promessa.. ciao Signora domani ci rivediamo !
Un altro momento coinvolgente e suggestivo, il "flambeaux". L'imponente processione a lume di candela come ogni sera, sotto le stelle o sotto la pioggia, che qui a Lourdes è frequente, preceduta dalle carrozzine degli ammalati spinte a braccia dai barellieri e instancabili dame con il viso sempre sorridente e premurose con il loro assistito. Si snoda imponente al canto dell'ave Maria lungo i viali della "spianata" sollevando al cielo le fiaccole colorate al canto del suo nome, per concludersi con la benedizione degli ammalati e dei pellegrini presenti sul sagrato della monumentale chiesa principale del sacro villaggio dedicato alla Signora in bianco .
Il canto saliva alto in tante lingue diverse, ma sorprendentemente e incredibilmente dolce e intonato in un'unica melodia che ti entrava con brividi nel cuore, ed eri tutt'uno con chi ti stava accanto e lo sentivi fratello.
Si lascia sempre una preghiera nell'ultima sera ad ora tarda, dove pace e silenzio si fondono nell'oscurità della notte,  la senti accanto, non ti lascia mai solo.
Ti senti leggero, tutti i pensieri tristi sono dimenticati ed il fardello che avevi sulle spalle non pesa più, per incanto si è dissolto. Non chiedi nulla per te stesso alla Signora in bianco, non ne hai bisogno, ti libera dalle catene a cui ti sentivi legato.
Baciando per l'ultima volta il caldo rosario che tieni nella mano in segno di saluto, ti raccomandi a Lei con una preghiera e un pensiero solo per chi vuoi bene... e ti senti abbracciato.

                                        Mario Ubiali

Lourdes, pellegrinaggio con Amici di Lourdes, vado non vado, chiamo una cara amica chiedo se vuol partecipare anche Lei, ci mettiamo e d’accordo si va contente a iscriverci.
Per me è la prima volta che vado da Mamma Maria a Luordes e vi posso garantire che nell’attesa della partenza ogni giorno mi sembrava  che non finisse mai, e ricordavo i mese di maggio, nella mia parrocchia dedicata alla Madonna di Lourdes a Milano dove ho trascorso la mia infanzia  ( quanti ricordi del mese di maggio rosario, processione intorno alla grotta, il profumo delle rose e il ritorno a casa saltando correndo e il nostro saluto era non mancare domani sera capito!!!)   
Giorno della partenza sveglia alle 3 del mattino, bomba d’acqua, cominciamo bene! previsioni del tempo a Lourdes acqua per tre giorni e freddo, benissimo, bisogna andare, si parte equipaggiati di piumini camicette di lana ecc:, arrivati ci accoglie un bel sole caldo qualche nuvola e rimarrà così fino al nostro ritorno.
Purtroppo sono rimasta sola ( la mia compagna si è ammalata), non conosco nessuno ma all’arrivo ci uniamo al gruppo di Brescia, alcuni si rivedono saluti abbracci e io?;  incontro suor Teresa, altre persone  incontrate a Cernusco  sporadicamente e ben presto mi hanno preso con loro dandomi spiegazioni e come avremmo visssuto  tutti gli incontri del pellegrinaggio, in quel momento  mi sono sentita accolta, ero tra amici
Ecco le dame, i barellieri, croce bianca, i medici, i sacerdoti e infine fra Savino e fra Valentino (l’ho chiamato il Generale un poco burbero, deciso, preciso) io osservavo, e piu passavano le ore vedevo queste persone con quanta sollecitudinene, affeto, pazienza, aiuto,  sorrisi, l’allegria che  elargivano ai nostri fratelli disabili e a quanti erano nel disagio e non, era stupefacente.
Si iniziano le cerimonie con il passaggio nella grotta (con un cero enorme che accenderemo al di là del Gave dirimpetto alla grotta esso rappresenta tutti noi e le persone che ci hanno chiesto una preghiera), che emozione mi sento a casa, mi accorgo che non so cosa dire alla Mamma nemmeno un Ave niente, mi fermo  a recitare con i   pellegrinì  il rosario e non riesco togliere gli occhi dal viso di Maria e sento in me tanta serenità  sono contenta, finalmente  sono qui davanti a Lei , penso a Bernardetta alle apparizioni, alla sua sofferenza, alla gioia di averla incontrata parlato e recitato il rosario con Lei. Bellissimo!
Che dire di più se non che sono contentissima di aver partecipato a questo pellegrinaggio, aver conosciuto persone nuove accumunate dalla fede in Gesu e del  dono prezioso di sua Madre e nostra Mamma, che tutto sa di noi e non si stanca mai di starci vicino nei momenti tristi, e gioiosi della nostra vita, e quante volte basta pensare a lei per  sentirci sicuri del suo aiuto a risolvere i nostri problemi che incontramo ogni giorno. Per me tutto questo è grazia, serenita, accoglienza, preghiera, generosita di una Mamma per i suoi figli.
Il secondo giorno alla sera annunciano che alcuni barellieri con chitarra, faranno un po di musica per questa famiglia e si terrà dopo la funzione della processione, bene mi dico un momento lieto fa bene a malati e sani?; mi reco al salone dove si suona ma haimè trovo una catena di montaggio c’è chi taglia la baguette, chi il salame, chi il grana, chi la mortadella chi versa acqua ,coca,ecc, e c’è chi mangia contento e beato; qualcuno domanda  ma non si suonava e i biricchini rispondevano che anche quella era musica.
A malincuore si ritorna a casa, sull’aereo si comincia a ricordare i momenti che più ci hanno emozionato, fra Valentino ci riporta all’ordine per una preghiera di affidamento e protezione nel nostro viaggio, dalla cabina di pilotaggio il capitano intona la Salve Regina , si fa silenzio, ognuno di noi accompagna il nosro fratello nella preghiera e, io mi sento vicinissima a lui e lo affido alla Mamma che lo protegga nella sua vita, che bella testimonianza di fede ! .
Un grazie a tutti gli Amici di Lourdes per la loro disponibilità.        CIAO  A TUTTI A ………..
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Di Lourdes avevo sentito parlare diverse volte. Non è, infatti, difficile incontrare persone che, almeno una volta nella loro vita, abbiano fatto visita a quella Grotta: chi con il pullman, chi viaggiando in treno e chi tramite aereo, Lourdes sembra essere la meta da pellegrinaggio per eccellenza, potremmo dire una «tappa obbligata» per ogni credente.
Pur non avendo mai sentito l’esigenza di raggiungere a mia volta quel luogo, in tante occasioni mi sono chiesto il «perché» così tante persone facessero ogni anno i bagagli alla volta della cittadina ai piedi dei Pirenei: ero una persona felice, godevo di buona salute, avevo tanti amici e un lavoro soddisfacente… cosa mai avrei dovuto chiedere a Maria? Lourdes era distante da me e io ero ancor più distante da Lourdes.
Ma la vita, quando meno te lo aspetti, sa mettere alla prova nel corpo e nello spirito, ponendo domande alle quali, da uomini, non sappiamo dare risposta.
E così, dopo aver attraversato un anno particolarmente difficile, eccomi alle quattro del mattino di un venerdì di maggio su un pullman che, carico di una ventina di persone provenienti dai paesi di Trivolzio, Bereguardo e Trovo, in provincia di Pavia, sotto la guida di Fra Valentino stava raggiungendo l’aeroporto di Malpensa proprio con destinazione Lourdes. Il luogo così lontano era a poche ore di distanza da me.
L’aspettativa era di raggiungere un posto dove sofferenza e dolore sarebbero state le sole protagoniste e la presenza di molti malati in viaggio sembrava confermare questa idea. E, invece, arrivato in albergo, depositate le valigie in stanza e sceso in sala per il pranzo, la mia mente si è trovata completamente spiazzata alla visione di così tante persone, di tutte le età, con un velo bianco o una divisa blu, che si prodigavano instancabilmente affinché tutti i presenti potessero vivere appieno questa esperienza, annullando ogni limite o barriera.
«Cosa ci faccio qui - è stato il mio primo pensiero - sono l’ultimo arrivato, non conosco nessuno e non posso nemmeno rendermi utile in alcun modo».
Per questo motivo, raggiunta nel primo pomeriggio la Basilica del Rosario per la Santa Messa di apertura del Pellegrinaggio, mi sedetti in mezzo alla gente, quasi non volessi farmi vedere e seguire da spettatore quanto avveniva. Ma, poco dopo, mi sentii chiamato all’altare. «Io?» chiesi. «Sì, tu. Segui questa persona e fai quello che ti dirà» fu la risposta. Non senza imbarazzo, mi alzai e lo seguii, trovandomi nella sacrestia della Basilica, pronto a salire sull’altare per effettuare servizio durante la celebrazione.
Fu in quel momento che iniziai a capire che Lourdes non era un posto da spettatori, ma un luogo dove tutti, a proprio modo, diventano protagonisti: nel servizio, nella preghiera e anche nel silenzio. Un luogo senza alcuna disuguaglianza, dove la sofferenza diventa invocazione e tristezza e rassegnazione lasciano spazio al sorriso e alla speranza.
Già, la speranza così insistentemente sottolineata da Fra Valentino durante tutte le sue meditazioni, che deve diventare «contagiosa» nelle nostre vite di ogni giorno.
Su quell’altare decisi allora anch’io di «farmi contagiare» e di provare a vivere intensamente quei giorni straordinari. L’accensione del cero, la preghiera corale del Santo Rosario, le mille candele innalzate al cielo durante la processione notturna «aux flambeaux», i momenti di catechesi, la Via Crucis sulla collina dell’Espélugues e il cammino Eucaristico sono stati momenti particolarmente solenni e significativi, dove poter «toccare con mano» la fede, nelle voci e nei cuori delle tante persone presenti. Ma anche quel silenzio, così ricco di preghiera, che ha portato ciascuno alla Grotta, ha invitato con chiarezza a essere «ultimo tra gli ultimi» come Bernadette, così da riuscire ad ascoltare la chiamata di Maria Santissima.
Ora che mi trovo davanti a un computer, nell’intento di fissare su una pagina bianca emozioni e ricordi di questa esperienza, mi rendo conto di essere pervaso da un forte sentimento di gratitudine: verso i miei «compagni di viaggio», con i quali ho avuto la fortuna di condividere queste giornate; verso dame e barellieri, per il loro esempio di servizio silenzioso e sorridente; verso gli amici malati, per la forte testimonianza di fede, coraggio e speranza; verso Fra Valentino e i Sacerdoti presenti, per l’importanza dei momenti di riflessione che ci hanno donato.
E verso tutti, nessuno escluso, per quegli occhi sinceri e appassionati che ho avuto la fortuna di osservare in ogni momento di questo pellegrinaggio.
Sì, da «ultimo arrivato», posso dire di essermi sentito anch’io Amico tra gli «Amici di Lourdes».
Andrea Tettamanzi

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Mercoledi 21.00 - 22.30
Giovedi 09.30 - 11.00
Telefono +39 02 92 11 8206
Email Address info@amicidilourdes.org
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