Sesta riflessione: Una Famiglia nel servizio
Dall’Esortazione Apostolica
«Dilexi Te» del Santo Padre Leone XIV
«L’amore
cristiano supera ogni barriera, avvicina i lontani, accomuna gli estranei,
rende familiari i nemici, valica abissi umanamente insuperabili, entra nelle
pieghe più nascoste della società. Per sua natura, l’amore cristiano è
profetico, compie miracoli, non ha limiti: è per l’impossibile. L’amore è
soprattutto un modo di concepire la vita, un modo di viverla. Ebbene, una
Chiesa che non mette limiti all’amore, che non conosce nemici da combattere, ma
solo uomini e donne da amare, è la Chiesa di cui oggi il mondo ha bisogno. Sia
attraverso il vostro lavoro, sia attraverso il vostro impegno per cambiare le
strutture sociali ingiuste, sia attraverso quel gesto di aiuto semplice, molto
personale e ravvicinato, sarà possibile per quel povero sentire che le parole
di Gesù sono per lui: “Io ti ho amato”».
Carissime
Amiche, Carissimi Amici di Lourdes,
questa nuova
riflessione giunge nel cuore del Tempo Pasquale: un periodo di gioia, nel quale
la Chiesa celebra la vittoria di Cristo sulla morte e si prepara alla Solennità
della Pentecoste, la discesa dello Spirito Santo sui Discepoli, portatore di
forza per testimoniare il Vangelo nel mondo intero.
Desidero,
innanzitutto, che giungano a tutte e a tutti voi i miei più sinceri auguri di
Buona Pasqua, con un ricordo nella Preghiera a Maria e a Santa Bernardette
affinché, per loro intercessione, il Signore possa donare a ciascuno serenità,
speranza e conforto.
Siamo giunti
alla lettura delle ultime righe dell’Esortazione “Dilexi Te” di Papa
Leone XIV, che concludono il percorso di riflessione che ci sta accompagnando
ormai da diversi mesi.
Le parole
del Santo Padre ricordano una verità che spesso dimentichiamo: l’amore
cristiano non conosce barriere. È un amore che supera le distanze, che avvicina
chi è lontano, che rende fratelli anche coloro che non si conoscono. È un amore
che osa l’impossibile.
Si tratta di
un messaggio che, ancora una volta, credo tocchi da vicino il nostro Gruppo.
Quali
persone unite nel servizio e nella preghiera, siamo chiamati proprio a questo:
a credere che l’amore possa trasformare ciò che sembra immobile, illuminare ciò
che appare buio, scaldare ciò che si presenta freddo.
Tra poco, ci
ritroveremo per vivere ancora una volta l’esperienza intensa del Pellegrinaggio
alla Grotta di Massabielle: sarà un tempo di grazia, un momento per affidare a
Maria e a Santa Bernadette le nostre fatiche, le nostre gioie, i volti delle
persone che accompagniamo.
A Lourdes
avremo l’opportunità di ritrovare la sorgente del nostro operato: l’acqua viva
dell’amore di Dio, che lava, guarisce e ci rimette in cammino. Lasciamo,
quindi, che quei momenti accrescano la nostra unione, nel servizio ma, soprattutto,
come Famiglia che serve, prega e spera.
Carissime
Amiche, Carissimi Amici di Lourdes,
chiediamo al
Signore di essere segno di quell’amore senza limiti di cui parla il Santo
Padre. Domandiamo alla Madonna di rendere i nostri cuori sempre più capaci di
vedere, ascoltare, accogliere, amare.
E sentiamo
ogni giorno rinnovata la chiamata a camminare insieme, a sostenerci e a
ricordarci che il nostro servizio diventa più vero quando nasce dall’unità,
dalla preghiera condivisa, dal sapere che siamo parte di una stessa missione.
Perché, ogni
volta che una persona nel bisogno sente attraverso la nostra presenza ed i
nostri gesti le parole di Gesù “Io ti ho amato”, allora il nostro servizio
diventa davvero preghiera, diventa missione, diventa vita.
Fra
Valentino Bellagente, OH