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Quinta Catechesi - Amici di Lourdes

In cammino insieme verso Lourdes, con fede e amicizia.
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Quinta riflessione: La luce dell’amore
Dall’Esortazione Apostolica «Dilexi Te» del Santo Padre Leone XIV

«La cura dei poveri fa parte della grande Tradizione della Chiesa, come un faro di luce che, dal Vangelo in poi, ha illuminato i cuori e i passi dei cristiani di ogni tempo. Pertanto, dobbiamo sentire l’urgenza di invitare tutti a immettersi in questo fiume di luce e di vita che proviene dal riconoscimento di Cristo nel volto dei bisognosi e dei sofferenti. L’amore per i poveri è un elemento essenziale della storia di Dio con noi e, dal cuore stesso della Chiesa, prorompe come un continuo appello ai cuori dei credenti, sia delle comunità che dei singoli fedeli. In quanto è Corpo di Cristo, la Chiesa sente come propria “carne” la vita dei poveri, i quali sono parte privilegiata del popolo in cammino. Per questo l’amore a coloro che sono poveri - in qualunque forma si manifesti tale povertà - è la garanzia evangelica di una Chiesa fedele al cuore di Dio.»

Carissime Amiche, Carissimi Amici di Lourdes,
stiamo da alcune settimane vivendo il tempo di Quaresima: un periodo di riflessione, silenzio e preghiera, che ci condurrà alla celebrazione della Passione del Signore, certi che, al buio della morte, seguirà la gioia della Resurrezione.
In queste giornate, siamo tutti chiamati a “rallentare il passo” e ad ascoltare ciò che abita davvero il nostro cuore. Sono giorni in cui il Vangelo invita a tornare all’essenziale, a rimettere al centro ciò che conta, a lasciarci trasformare dalla luce che scaturisce dalla Pasqua.
Credo che le parole di Papa Leone XIV, che stiamo leggendo in questa meditazione, riescano ancora una volta a toccare le nostre menti e i nostri cuori.
Il Santo Padre ricorda, infatti, come la cura delle persone bisognose rappresenti un faro nel cammino della Chiesa ed esorta tutti a unirsi nel servizio verso coloro che si trovano in difficoltà.
Un faro, appunto: qualcosa che non si muove, che non cambia, che rimane saldo anche quando il mare è agitato. Così è la chiamata della Chiesa verso i poveri, i malati, i sofferenti: non un’opzione, non un gesto occasionale, ma una direzione stabile, una rotta sicura che tutti noi siamo chiamati a seguire.
Quale Gruppo, nel nostro operato quotidiano e nel pellegrinaggio annuale alla Grotta di Massabielle,sappiamobene comeservire non sia solamente “fare del bene”, bensì riconoscere Cristo stesso nei volti che incontriamo, entrando in quel «fiume di luce e di vita» di cui parla Papa Leone XIV.
È un fiume che non nasce da noi, ma dal cuore di Dio. E quando ci immergiamo in questo fiume, qualcosa cambia: il nostro sguardo, le nostre priorità, persino il nostro modo di pregare.
Continuiamo, quindi, a camminare insieme, sostenendoci nella fraternità econ la preghiera comune: ogni gesto di cura, ogni mano che si tende, ogni sorriso donato nasce anche dalla forza di una comunità unita e può regalare speranza e sollievo in chi è in difficoltà.
Carissime Amiche, Carissimi Amici di Lourdes,
nel tempo di Quaresima, lasciamoci toccare ancora una volta da questa chiamata. Domandiamo al Signore un cuore capace di vedere, di ascoltare, di farsi vicino. Chiediamo alla Madonna e a Santa Bernardette di rinnovare in noi la gioia del servizio, la gratitudine per il cammino condiviso, la fedeltà a quella “garanzia evangelica” che è l’amore per i poveri, i sofferenti ed i bisognosi.
E, mentre ci prepariamo alla Pasqua, ricordiamo che la Risurrezione non è solo un evento da celebrare, ma una vita da testimoniare.
Che il Signore ci conceda di essere, insieme, un piccolo riflesso di quel faro che non smette mai di brillare.

Fra Valentino Bellagente, OH
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