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Seconda Catechesi - Amici di Lourdes

In cammino insieme verso Lourdes, con fede e amicizia.
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Seconda riflessione: La vera ricchezza è nella povertà
Dall’Esortazione Apostolica «Dilexi Te» del Santo Padre Leone XIV

«La condizione dei poveri rappresenta un grido che, nella storia dell’umanità, interpella costantemente la nostra vita, le nostre società, i sistemi politici ed economici e, non da ultimo, anche la Chiesa. Sul volto ferito dei poveri troviamo impressa la sofferenza degli innocenti e, perciò, la stessa sofferenza del Cristo. Allo stesso tempo, dovremmo parlare forse più correttamente dei numerosi volti dei poveri e della povertà, poiché si tratta di un fenomeno variegato; infatti, esistono molte forme di povertà: quella di chi non ha mezzi di sostentamento materiale, la povertà di chi è emarginato socialmente e non ha strumenti per dare voce alla propria dignità e alle proprie capacità, la povertà morale e spirituale, la povertà culturale, quella di chi si trova in una condizione di debolezza o fragilità personale o sociale, la povertà di chi non ha diritti, non ha spazio, non ha libertà.»

Carissime Amiche, Carissimi Amici di Lourdes,
siamo ormai pienamente nel Tempo di Avvento:un momento di attesa, che ci avvicinerà giorno dopo giorno al Santo Natale, la festa della luce, della speranza, di Dio che torna a farsi bambino per continuare a camminare insieme a noi.
Desidero, pertanto, far giungere a voi e alle vostre famiglie i miei più cari Auguri di serene Festività, unitamente a un ricordo nella preghiera.
Non siamo soli: la Natività ci manifesta che Gesù è sempre presente nei nostri cuori, anche quando le difficoltà sembrano essere insuperabili e il buio pare circondare le nostre vite.
Continuando la lettura dell’Esortazione Apostolica “Dilexi Te”, Papa Leone XIV pone l’attenzione sulla povertà: è un tema che sembra, forse, “stridere” in giornate nelle quali siamo circondati da luci, suoni e colori, ma che ritengo particolarmente significativo per ciascuno.
Il Santo Padre sottolinea, infatti, come la povertà non abbia mai un volto unico, ma sia presente nella moltitudine di volti che incontriamo ogni giorno: c’è chi soffre nel corpo, chi è ferito nello spirito, chi è emarginato o privato della dignità…
È proprio in ciascuno di questi volti che possiamo riconoscere il volto stesso di Cristo, che si è fatto povero per amore nostro, nascendo non da “re” ma nell’umiltà di una mangiatoia.
Come Gruppo di volontari, impegnati nell’aiuto verso le persone più bisognose, siamo quindi chiamati a rispondere a questo grido. Non da soli, ma insieme.
È proprio la forza del sentirci comunità che ci sostiene: uniti, possiamo donare tempo, ascolto, mani e cuore a chi è nel bisogno. Il servizio diventa così non solo gesto di carità, ma testimonianza viva di fraternità.
In questo tempo di Avvento e di Natale, il Bambino di Betlemme ci invita a riconoscere la vera ricchezza: non quella dei beni materiali, ma quella dell’amore che si dona. Il Natale è Dio che si fa vicino, che si fa piccolo, che si fa povero per incontrare ciascuno di noi.
Lasciamo, pertanto, che il nostro servizio sia illuminato dalla luce della Stella, e che ogni gesto di cura verso gli altri diventi segno della presenza di Cristo nel mondo. Portiamo, a nostra volta, luce nelle vite delle persone che ci circondano, con piccoli gesti in special modo verso coloro che sappiamo essere nella sofferenza e nella difficoltà.
Carissime Amiche, carissimi Amici di Lourdes,
ogni anno, il pellegrinaggio alla Grotta di Massabielle ci ricorda che la Madonna accompagna sempre il nostro cammino. Lei, che apparve a Santa Bernadette, ci insegna la semplicità e la fiducia: Bernadette era una ragazza povera e fragile, ma proprio nella sua umiltà Dio ha manifestato la sua grandezza. Così anche noi, pur con i nostri limiti, possiamo diventare strumenti di consolazione e speranza per gli ammalati e per chi soffre.
Buone Feste.
Fra Valentino Bellagente, OH
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