Luisa - Amici di Lourdes

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Catechesi Mensile
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XXIX Giornata mondiale del Malato
GIORNATA DEL MALATO 2021
«Uno solo è il Maestro e voi siete tutti fratelli» (Mt 23, 8)
Basterebbero queste poche parole riportate nel Vangelo di Matteo per mettere ordine nella nostra vita, nella vita di ogni cristiano, in ogni situazione sia sanitaria, sociale e politica.
Non sarà il mio essere scienziato, medico, infermiere, operatore sanitario, volontario o sacerdote a curare, a ridare salute, a portare consolazione nella sofferenza ma sarà la mia capacità di guardare a Lui, il Maestro e imparare da Lui come si cura affidandoci alle parole di Maria «qualsiasi cosa vi dica fatela» (Gv 2, 5).
«Si chinò su di lei… e la febbre la lasciò» (Lc 4, 38)
«Tese la amano e lo toccò… e subito la lebbra fu guarita» (Mt 8,3)
«Poi versò l’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli ed asciugarli» (Gv 13, 5)
Quante mani tese, corpi chinati piedi e piaghe lavate e curate da donne e uomini che hanno scelto di fare della loro vita una testimonianza d’amore. Quest’anno li abbiamo chiamati eroi ma ogni giorno sono semplici fratelli che con umiltà hanno scelto l’amore.
«Erano stupiti del suo insegnamento perché la sua parola aveva autorità» (Lc 4, 32)
Quanta fatica, quanto studio, quanti giorni e quante notti a cercare e approfondire con pazienza, speranza ed amore caratterizza la vita di chi ha scelto la ricerca per aiutare e migliorare la vita dell’umanità.
Non sarà però neppure la mia malattia, la mia sofferenza fisica o psicologica a rendermi automaticamente migliore ma ancora una volta la mia capacità di guardare a Lui, il Maestro, il Cristo sofferente.
«Disse loro la mia anima è triste fino alla morte, restate qui e vegliate con me» (Mc 14,34)
«Cadde in ginocchio e pregava» (Lc 22,41)
«Padre nelle tue mani affido il mio spirito» (Lc 23,46)
Quanta umiltà nel riconoscere la propria fragilità e saper chiedere aiuto coinvolgendo chi mi sta accanto così che il mio patire diventi per ognuno occasione di dare e ricevere amore.
Quanta preghiera, unico vero aggancio con il mondo esterno, durante le lunghissime giornate da poter godere soltanto attraverso la luce che filtra da una finestra o le interminabili notti in cui non farsi sopraffare dall’angoscia che l’oscurità porta con sé.
Quanta fede, testimonianza di vero amore, nell’affidarsi totalmente al Padre, a Colui che sa quel che fa.

                                                                                                                                                                       Luisa

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